venerdì, 10 febbraio 2012
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CAMPANIA STORY: Juve Stabia anni ’90

robertofiorecentenario211207.jpgNAPOLI – Come ad Avellino, anche a Castellammare i tifosi hanno dovuto subire nella scorsa stagione l’onta della retrocessione. Tuttavia, c’è una sostanziale differenza tra le due piazze: se da un lato i tifosi irpini ad inizio stagione potevano prevedere che la loro squadra sarebbe stata impegnata nella lotta per non retrocedere, dall’altro i supporters stabiesi non avrebbero mai immaginato che la loro squadra, rinforzata da calciatori del calibro di Raffaele Biancolino, Gaetano Grieco e Marco Capparella, abituati a vincere, potesse retrocedere in lega pro seconda divisione, sconfitta ai play-out dal Lanciano. Eppure in moltissimi a Castellammare avevano pensato e sperato in una stagione che potesse riportare i giallo-blu agli straordinari livelli degli anni novanta, quando la squadra del presidente Roberto Fiore, quello che trent’anni prima aveva portato a Napoli gente come Sivori ed Altafini, sfiorò per ben due volte una storica promozione in serie B, che Castellammare aveva soltanto assaggiato negli anni cinquanta. Il primo sogno ad occhi aperti fu vissuto nella stagione 1993-94, quando la Juve Stabia, con in campo gli ex napoletani Gaetano Musella, Roberto Amodio e Marco De Simone, riuscì clamorosamente a qualificarsi per i play-off promozione, ottenuti nel primo campionato in cui la vittoria valeva tre punti. La classifica finale vede le vespe totalizzare 50 punti, gli stessi del Potenza, condannato però dalla classifica avulsa, in favore degli stabiesi grazie all’1-1 in trasferta realizzato da Talevi. In molti pensavano che le vespe poco avrebbero potuto fare in semifinale contro la più quotata Reggina dei vari Cevoli, Giacchetta e Passiatore ma i campani disputarono due grandissime partite, tanto in quel fortino chiamato Romeo Menti, in cui vinsero 2-0, grazie ancora a Talevi ed a Lunerti quanto a Reggio, dove il gol di De Simone annullò la rimonta calabrese, giunta fino al tre a uno nei supplementari. La soddisfazione di mister Chiancone è grande ma il patron Fiore vuole stupire ancora, visto che in finale avrebbe trovato i cugini salernitani, guidati da un certo Delio Rossi, allora “figlio” di Zeman. Cornice di quest’evento è lo stadio più importante della regione, il S. Paolo di Napoli, che ospitò questa finale inedita ed inaspettata il 22 giugno 1994. I granata, reduci dal nettissimo successo sulla Lodigiani, hanno i favori del pronostico, anche se Fiore, dopo lo scandalo di calciopoli, avrebbe messo in dubbio la regolarità di quel match, condizionato da addirittura tre espulsi tra le fila stabiesi, Incarbona, Onorato ed Italia. Tre, proprio come le reti granata di Tudisco, autore di una doppietta, e di capitan Pisano, che portarono la Salernitana in B ad aprire un ciclo vincente… In molti protestarono ma fu tutto inutile cosicchè fu necessario ricominciare da capo, con i supporters stabiesi convinti che mai più avrebbero lottato per un così grande traguardo.

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Categorie: Campania story, Secondo Piano

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