NAPOLI – L’Estudiantes si è aggiudicata la coppa Libertadores, l’uomo simbolo della squadra: Juan Sebastián Verón, alla fine del match, è scoppiato in lacrime ed è stato protagonista di un commosso abbraccio con il compagno di squadra Calderòn e con il tecnico Alejandro Sabella, avvolti in una bandiera metà ‘albiceleste’ e metà ‘rossa e bianca’, i colori dell’Estudiantes.
Si avete sentito proprio bene Josè Luis Calderon, ricordate? il “Caldera” (nella foto), il nuovo Batistuta, fu acquistato dal Napoli l’otto giugno del ‘97 per la cifra di 7,5 mld. L’acquisto in terra argentina rappresentava la ciliegina sulla torta di un reparto avanzato, costruito con una certa logica: Igor Protti, da cannoniere con il Bari a grande bluff nella capitale, giunto all’ombra del Vesuvio in cerca di riscatto. Bellucci giovane investimento da venti reti, prelevato dal Venezia. Unico tassello azzeccato, i suoi 10 gol in massima serie però non salvano il Napoli da una sorte disastrosa. Completava il quartetto: Gennaro Scarlato, prodotto del vivaio molto promettente. Logica, dicevamo, fallimentare; Gli azzurri chiudono il campionato al 18°, in panchina si alternato in ordine cronologico: Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone e Vincenzo Montefusco. Tutto inutile, il Napoli saluta l’olimpo del calcio. L’argentino fu rispedito all’ Indipendente per 2 mld: che affare! Da allora i napoletani cominciarono ad invocare l’addio di Ferlaino.
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