sabato, 4 febbraio 2012
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CAMPANIA STORY: Juve Stabia anni ’90, 2° parte

robertofiorecentenario2112078.jpgNAPOLI – Ripartire dopo una tale batosta non fu facile, visto che la squadra stabiese non riuscì più a riconquistare la vetta del girone B finché Fiore impose una nuova svolta dopo quattro anni dalla nefasta sfida nello stadio che fu di Maradona: infatti don Roberto, stufo di vedere la sua creatura lontana dal vertice ed in grande difficoltà nel torneo 98-99, sceglie di cambiare guida tecnica: così, all’esonerato Chiancone, subentra uno specialista in promozioni, Giuliano Zoratti, che aveva già vinto a Livorno, Massa e Reggio Calabria. Il nuovo tecnico riesce a caricare l’ambiente nel modo giusto, creando un’ottima amalgama tra quei giocatori non ancora riusciti ad esprimersi al meglio, come Fontana, Menolascina, Bonfiglio, Di Nicola e Fresta, affiancati da gente esperta come l’eterno Amodio e l’ex atalantino Minaudo. Subentrato a novembre, Zoratti lancia gli stabiesi in una lunga rincorsa, che porta le vespe a realizzare subito dieci punti in quattro match, giungendo a maggio addirittura al terzo posto con 54 punti, a sole quattro lunghezze dalla capolista Fermana, altra rivelazione dell’anno, cui i giallo-blu erano comunque riusciti a strappare due punti. I play-off vedono le vespe accoppiate con gli abruzzesi del Giulianova, quarti nella stagione regolare. Nel match d’andata in terra abruzzese i campani si rendono protagonisti di una grande rimonta, frutto delle reti di Fresta e Di Nicola che pareggiano l’uno – due iniziale di Molino e Di Sanzo. E poco importava se, nel finale, Ferrigno realizzò il terzo gol, visto che i campani avrebbero potuto contare, in vista del ritorno, su due vantaggi: la miglior posizione in classifica e, come cinque anni prima contro la Reggina, su quello straordinario fortino chiamato Romeo Menti. Davanti al pubblico amico, agli stabiesi bastava vincere con un solo gol di scarto ma il dominio dei padroni di casa fu indiscutibile, concretizzato dalla doppietta di Sasà Fresta, vero e proprio mattatore di quella semifinale, avendo realizzato tre dei quattro gol delle vespe. Molte volte nel calcio si ripetono incredibili coincidenze, cosicché, proprio come nel 94′, la Juve Stabia trova di fronte alla vittoria del campionato un’altra squadra campana, il Savoia di Osvaldo Iaconi, già autore del miracolo Castel Di Sangro. Teatro della finalissima non è stavolta il S. Paolo di Napoli ma il partenio di Avellino, il 13 giugno. Il match si rivela durissimo per le vespe, sotto dopo un quarto d’ora in virtù del gol di Masitto. La prodezza del bomber del Savoia mette in ginocchio i giallo-blu, incapaci di reagire, restando addirittura in dieci uomini a causa dell’espulsione di Di Meglio. L’unico a non mollare sembra Fontana, in grado di impensierire Rossi su calcio piazzato. La ripresa vede il Savoia scatenarsi in contropiede, con Masitto che con un gran tiro al volo impegna l’ estremo difensore Efficie, finché, a due minuti dal termine, il terzino Nocerino raddoppia mentre il pubblico di Castellammare, pur accorso in massa al Partenio, torna a casa ancora a mani vuote, come cinque anni prima. Mai più, se non in occasione del derby vinto contro il Napoli o nella parentesi di Eziolino Capuano, i tifosi stabiesi avrebbero sognato come in quelle fantastiche stagioni. L’augurio è che, dopo la retrocessione di quest’anno, il nuovo staff societario formato da Gigi Pavarese e dall’allenatore Rastelli possano riportare le vespe a lottare per qualcosa di importante, come merita questa calorosa piazza.

© 2009, CalcioNapoletano.it. RIPRODUZIONE RISERVATA

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Categorie: Campania story, Secondo Piano

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