NAPOLI – Campagnaro, Cannavaro e Grava. E poi Aronica quando scala. E Rinaudo se c’è. Santacroce appena ci sarà. Uno, due e tre dietro, i centrali, i baluardi, e dopo De Sanctis, il portierone, l’ultimo per davvero, lui e nessun’altro ancora, quello solo con tutti a dargli una mano, la terza. I tre difensori bloccati, i due esterni che s’abbassano e sono terzini, i mediani che fanno filtro e gli attaccanti che pressano alti. La fase difensiva. Undici uomini di traverso, gli insuperabili, gli imbattibili o quasi da otto giornate in qua.
Napoli bunker, inespugnabile, invalicabile. La porta di qua, tutto il resto di là. Gli avversari. Oltre la linea, al di là del pericolo, fuori dal rischio che un pallone possa passare. Di Natale tre volte in rete e nessun altro. Nè prima, nè dopo da due mesi e più. Jeda a Cagliari, poi il vuoto. Lo zero assoluto. Il pareggio almeno garantito. Il tabellino bianco, la sicurezza azzurra. Chievo, Atalanta, Sampdoria, Palermo, Livorno, Genoa e Inter in fila, una dietro l’altra fermate, stoppate, rimbalzate. Non si passa, non si segna, non si fa gol. Napoli quarto, difesa prima. La migliore che c’è, con Mazzarri in panchina. Da tricolore. Quattordici gol in diciassette partite, zero virgola otto di media ogni novanta minuti, il top di tutta la serie A insieme a Inter e Roma. Quattordici reti e basta. Come le difese di Mourinho e Ranieri, come chi si sta giocando il campionato, come chi ha tutti nazionali e ingaggi milionari. Napoli blindato. Un golletto e sono tre punti certi. Sennò il pareggio te lo porti sempre. De Sanctis il muro del pianto avversario. Cannavaro il ministro della difesa. Grava il soldatino diventato Generale. Campagnaro quello che com…byte e non sputa mai l’osso.
A difesa di un sogno. Sette partite zero gol. Udine l’incidente di un percorso che porta in Europa. Jeda a Cagliari e dopo nessuno più. Pellissier maltrattato. Tiribocchi frenato. Pazzini frustrato. Cassano annullato. Cavani tenuto. Lucarelli braccato. Suazo annullato. Milito isolato. Eto’o neppure pervenuto. Mazzarri l’ossessionato dagli equilibri. I codici delle giocate, le contrapposizioni, le marcature strette. Quattro mesi di lezioni in campo e davanti al dvd. Si attacca in tanti, si difende in undici. L’imprevedibile è previsto. A uomo, a zona, a uomo nella zona. In ogni modo e dappertutto. Attenti sulle palle inattive, un passo avanti per il fuori gioco, squadra corta, centrocampisti aggressivi e dammi una mano che questo qui scappa. Quattordici gol in diciassette partite. Napoli da Champions. Difesa da scudetto.
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