venerdì, 10 febbraio 2012
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Ap…punti di un crollo. Il Napoli perde quota

Fabio Quagliarella. Deludenti le ultime sue prestazioni.

NAPOLI – Li guarderà in faccia. A unoa uno. E poi gli parlerà. Probabilmente urlando. Alzando i toni. Col piglio di quando è arrabbiato. Lo farà nel chiuso dello spogliatoio. Lontano da occhi e orecchie indiscrete. Ma col rischio che si senta comunque anche fuori. E tutto. Lui al centro. Agitato. Scuro in volto. Con le gote rosse. Deluso. La squadra intorno. Qualcuno a capo chino. Qualche altro dritto. Tutti però attenti. Amareggiati. Consapevoli che così non si può andare avanti. Il martedì a Castelvolturno.Oggi. Il racconto di quel che accadrà. L’appuntamento è di pomeriggio. E’ la ripresa. Sarà l’inizio. Bologna-Napoli per cominciare. La partita. La sconfitta. La seconda da quando c’è Mazzarri. La matita rossa sugli errori. L’assetto, l’atteggiamento, l’approccio psicologico, i gol presi in dodici minuti appena. Poi il resto. L’involuzione di gioco. La condizione atletica. Il perchè di certe prestazioni. Il rendimento dei singoli. Quelli da 5 in pagella. Quelli che non riconosci più. Quelli che non è mica detto giochino pure con la Fiorentina. Mazzarri, lo staff tecnico e la squadra dentro. Blindati. Chiusi. Serrati. Tutto il mondo fuori. Lì bisogna capire che sta succedendo. È la che si analizza il momento. È tra le quattro mura che qualcuno dev’essere strigliato. Tutti insieme. Uniti. E senza nascondersi. Né alibi, nè attenuanti. La classifica non ne riconosce. Le statistiche sono crudeli. Più delle pagellacce. Dal sogno Champions al settimo posto. Giù, sempre più. E in quarantadue giorni appena. Numeri, cifre, segni meno. L’algebra del pallone non ha rispetto per quel che è stato. E’ spietata. Fai conti con la cronaca. Napoli terz’ultimo nelle ultime sei giornate. Quattro punti solamente. Uno in più del Bari. Due appena del Livorno battuto il ventiquattro gennaio. Gol meraviglia di Maggio e punizione di Cigarini. Zero a due. L’ultima vittoria. Dopo, la crisi. Un altro Napoli. Un’altra classifica. Rimontato, superato, staccato. Il Palermo era cinque punti sotto. Ora è a più tre. La Samp ne aveva sette di meno. Adesso ne ha due di più. La Juve inseguiva a tre punti. È quarta e con quattro punti di vantaggio. La Roma ne ha “presi” addirittura dieci. Un crollo. Una caduta rovinosa. Tre posizioni perse. Dal quarto al settimo posto. L’ultimo per l’Europa. Se però in finale di Coppa Italia ci vanno Roma e Inter. Sennò stai fuori. Settimi. Tra color che son sospesi. All’inseguimento e inseguiti. La Samp due punti avanti, il Cagliari altrettanti dietro. Sei giornate e tutto il girone d’Inferno. Un punto di media a partita. Passo Donadoni. Andamento lento. Così non si va da nessuna parte.

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Categorie: In primo piano, Napoli

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