Siracusa – La gara fra il Manfredonia e il Siracusa si annuncia intensa e ricca d’interesse per gli uomini di Sonzogni in vista dei play-off. La doppia trasferta per il Siracusa ha messo in ansia il presidente Salvoldi. La sconfitta al Comunale di Cassino, per l’opaca prestazione offerta da Castelli e compagni, ha di nuovo messo a dura prova le coronarie del presidente che per tutta la settimana ha mandato messaggi duri e precisi a tutta la squadra, tecnico compreso. Nell’ultimo allenamento di giovedì si è chiuso negli spogliatoi con i giocatori per ricordargli che in queste ultime quattro gare tutti devono dare il massimo per il raggiungimento dei play-off. E’ vietato distrarsi pena, grosse sanzioni per tutti. Si ritorna a muso duro fra presidente, allenatore e giocatori se non si ricomincia da Manfredonia con un risultato positivo. Dopo la gara contro la formazione pugliese, il presidente ha già pianificato per la sua squadra la prossima settimana in vista dell’incontro contro il Catanzaro di Gaetano Auteri. Il gruppo guidato dal tecnico bergamasco andrà in ritiro alle pendici dell’Etna per tutta la settimana e resterà concentrata per prepararsi al meglio nella gara che alla fine potrebbe rilevarsi un crocevia importante per la disputa dei play-off. Se Salvoldi tiene costantemente in apprensione tutto l’organico azzurro, non appena accennano ad abbassare la guardia, il tecnico Sonzogni fa il pompiere cercando di abbassare i toni e ripetendo, ormai da diverso tempo, che quello che si è fatto fino ad oggi, supera le attese di tutti. Due modi diversi per cercare di arrivare a un unico obiettivo. Sembra che da qualche tempo ci sia stato uno scambio di ruoli fra il presidente Salvoldi e il tecnico Sonzogni. Il presidente che costantemente tiene i giocatori sulla corda e “inventa” nuovi stimoli per farli proseguire verso l’obiettivo finale. Caricare costantemente la squadra ai fini di raggiungere l’obiettivo prefisso, non è compito che di regola dovrebbe essere di competenza del tecnico?
Il mister che cerca di minimizzare a ogni gara, e di organizzare al di là del rettangolo di gioco, impegnandosi in compiti non strettamente di sua competenza. Un ruolo organizzativo che deve essere coperto sicuramente dal presidente e della dirigenza.
Insomma due prese di posizione alquanto “strane” nonostante entrambi rivendicano il diritto di esercitare poiché dicono che rientra nelle loro mansioni. Una situazione anomala che si trascina da molto tempo e crediamo porrà fine solo con la conclusione del campionato, sperando di centrare i play-off e anche di vincerli.
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