NAPOLI – Il rigore di Grosso l’ascoltò solamente. Non ce la faceva a guardare la tv. S’affacciò al balcone. Aspettò nel silenzio. Ascoltò il boato. Urlò anche lui. «Campioni del mondo». Pareva un sogno. Può diventare anche la sua realtà. Fabio Quagliarella è nei 23 di Lippi. Il muro del Sestriere è quello della gioia. Una firma per sempre. L’autografo col 18 che fu di Totonno Julianao la traccia della felicità. Napoli in Sudafrica. L’orgoglio di una terra. Il vanto di un popolo. Il piacere di sentirsi a casa.
Cinque scugnizzi su ventitrè convocati. Nessuna città ne ha di più. Criscito, Bocchetti, il capitano Cannavaro, Totò Di Natale e lui, Fabio Quagliarella. Il bomber ch’era già fuori. Il tuttofare d’attacco che avevano depennato dalla lista. Quello che tutti davano per spacciato. E dal primo giorno di ritiro. «Quando Lippi ha dato i nomi, sudavo freddo. Ho detto a Gilardino e Zambrotta di tenermi a braccia. Potevo svenire». Ore 21.53. La gioia in quel messaggino a papà Vittorio. “Sìììììììììììì”. Fabio Quagliarella il superstite che davano spacciato. L’attaccante fatto troppo in fretta fuori. Il Napoli al mondiale con Maggio e De Sanctis. L’ultimo nelle preferenze anche dopo Borriello e Rossi rimasti poi a casa. «Quando mi danno per morto, rinasco sempre. Sapevo della fiducia del Ct. Ho sempre trovato allenatori che m’hanno stimato. E li ho sempre ripagati».
Quagliarella l’uomo in più per tutti i moduli. La seconda punta che è centravanti e pure esterno da tridente. Il jolly da giocarsi in ogni momento. La scelta convinta di Marcello Lippi. «Posso ricoprire ogni ruolo. Sono tatticamente duttile. Il mister conti su di me. E con quel pallone, sai mai..Meglio io che i portieri». Il giorno dopo la convocazione è dei ricordi e i ringraziamenti. Una settimana e passa aspettando quel momento. La gag del costume da mare sotto i pantaloncini, papà Vittorio a scuola nautica per andare solo in barca, gli sms di Iezzo, le pagine tristi dei giornali, l’ansia, l’annuncio, la felicità, i complimenti del Sindaco di Castellammare, le parole di De Laurentiis e il grazie alla sua gente. «Andarci da napoletano è il massimo ».
La maglia azzurra sotto quella della nazionale. Tinta su tinta. Tre strati di pelle uno sopra l’altro. Napoli l’ombelico del suo mondo. Sestriere l’osservatorio privilegiato per guardare lontano. Il Sudafrica dritto a Sud. Il San Paolo sulla stessa linea. Le voci di mercato da ogni parte. Quagliarella- Amauri lo scambio sussurrato e – per ora – smentito dal mercato. Cannavaro all’ Al Ahli l’affare invece fatto. «Speravo di ritrovarmelo compagno di squadra. Fabio è un campione. La società saprà però fare grandi acquisti». Quagliarella lo fu. Un colpo mondiale.
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