venerdì, 10 febbraio 2012
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La Cabala napoletana ai Mondiali: quando il destino è nel numero di maglia

NAPOLI – Il destino in un numero. La storia dietro le spalle. Quel che è stato e che sarà stampato sulla maglia. Due, quattordici e diciotto il terno azzurro sula ruota del Sudafrica. La smorfia napoletana. La cabala del campo. Analogie, ricordi, fatti mondiali. Fabio Quagliarella la napoletanità di cui vantarsi. L’orgoglio partenopeo. La medaglia da appuntare al petto della città.

Mexico ’70 – Johannesburg 2010. Quarant’anni dopo il passaggio di testimone. Totonno Juliano lascia a Fabio Quagliarella. Diciotto tutt’e due. L’azzurro Italia è sempre quello Napoli. Il numero dei campioni. Altobelli lo fu del mondo. Italia-Germania 3-1. Il “18” sta nel tabellino marcatori. Emozioni e gol. Pippo Inzaghi lo indossava in Germania. Baggio ci scartò tutta la Cecoslovacchia a Italia ’90. Causio (’74), Bettega (’78) e Mancini (’94) l’hanno fatto esclusivo per talenti e bomber. Un numero, un romanzo.

Quattordici quello epico. Gianni Rivera esultò in Italia-Germania 4-3. Tardelli l’ha fatto mito nell’82. Braccia al cielo, urla di gioia e mani sicure. Nel 2006 ce l’aveva Amelia. Lippi l’ha voluto per De Sanctis. 1, 12, 14 le maglie dei portieri. Come quattro anni fa… Calciatori, uomini, leggende. Il passato che abbraccia il presente. Christian Maggio l’erede di una dinastia di grandi. La “2” di Burnich, Baresi, Panucci e Bergomi è adesso sua. Ce l’aveva anche Zaccardo. Autorete con gli Stati Uniti e la Coppa del Mondo alzata a Berlino. Buffon occhio: Maggio ti tira contro…

© 2010, CalcioNapoletano.it. RIPRODUZIONE RISERVATA

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Categorie: Napoli, Secondo Piano

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