EBOLI (SA)- Non chiamatelo sostituto, perché non lo è e poi potrebbe offendersi. Non chiamatelo rincalzo, perché sul campo e con onore ha dimostrato di non esserlo. Rosario Stanzione è più del candidato a prendere il posto di Peppe Liccardi, costretto a saltare l’ultima gara dell’anno per squalifica. È, piuttosto, il giocatore del Destino biancazzurro, colui che può ambire ad essere il condottiere dell’Ebolitana in una giornata storica. Sarà lui a guidare l’attacco nella finale di ritorno con il Real Isernia.
Sarà lui a dover essere l’esponente centrale e più pericoloso della formazione biancazzurra. A sentirlo, però, la responsabilità lo sfiora appena, senza procurargli alcun timore o preoccupazione. “Sono sereno- ha detto l’attaccante nocerino- perché so il mio impegno e la mia voglia di contribuire al successo dell’Ebolitana. Avrei voluto giocare dal primo minuto tutte le partite di questi play-off, perché mi sento carico, energico ed ispirato. Purtroppo, anche a causa della mia espulsione nella gara d’andata con l’Arzanese, non ci sono riuscito”. Giocatore straordinario, Stanzione, del resto, ha pagato in più di un’occasione gli eccessi della sua grinta, del suo carattere, della sua veemenza. Unico per incisività e potenza, non ha saputo spesso rimanere nei limiti della moderazione. Questo anche lui lo sa, ma chiedergli di cambiare è praticamente impossibile. “Sono fatto così. Esprimo la mia passione su ogni pallone che tocco ed in ogni contrasto che affronto. Spesso, quindi, vengo frainteso, ma in realtà il mio atteggiamento agonisticamente aggressivo è figlio solo del mio entusiasmo”. Ed entusiasmo, l’attaccante biancazzurro, dovrà dimostrarlo domenica sul manto erboso del “Dirceu”. L’occasione è storica per Eboli e notevole per lui che, almeno negli annunci, si sente pronto. “ Darò il massimo delle mie energie per condurre l’Ebolitana al traguardo sperato. Spero, ovviamente, di risultare decisivo con una rete, perché sarebbe la gioia più grande. L’importante, tuttavia, è raggiungere la meta. E tutti lotteremo per farlo”. Non si può chiamare sostituto un giocatore così.
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