NAPOLI – Non abbiamo giocato male! L’ho sentito dire dopo la telecronaca, da tutti gli opinionisti. E in verità l’ho pensato anch’io, certo non siamo stati proprio pericolosi, nessun “coupé de grace” inflitto agli avversari. Ma non abbiamo fatto male. Quando durante la partita notavo che l’Italia se la cavava piuttosto bene, tiravo un forte sospiro di sollievo, come una donna tra una contrazione e l’altra. No, che sia mai stata in procinto di mettere al mondo un figlio, ma l’ho visto in molti film, quindi so di che parlo. Fiuuuuu non abbiamo fatto schifo. Lo so che sembrerò ripetitiva, ma chi dopo l’amichevole con il Messico, pensava che gli uomini di Lippi potessero anche solo indovinare un passaggio? Sebbene sfido a darmi un conto preciso dei passaggi sbagliati da Camoranesi! Ma, penso che nonostante il pareggio, l’Italia sia sembrata abbastanza in forma. Cannavaro ha trasmesso tranquillità, De Rossi verve e sicurezza. Mentre guardavo queste cose, dicevo: “ma dai stiamo giocando alla grande, guarda che passaggio”. Il mio vicino di poltrona, sorpreso anche lui da alcune giocate, trova finalmente quel coraggio insito da sempre nel cuore del tifoso italiano, assopito da troppo tempo da amichevoli orribili, da convocati non voluti, da assenti in nazionali sempre richiesti, come di magia questi sentimenti d’insoddisfazione verso la nostra nazionale svaniscono e nei suoi polmoni torna solo l’aria della vittoria, e guardandomi con una certa nonchalance e sicumera mi fa<< Noi siamo l’Italia, campioni del mondo, mica poco>>. Allora mi ricordo che siamo una squadra temuta, vittoriosa e non devo meravigliarmi che stiamo giocando bene, perché l’Italia è forte. Presa da questo nuovo ardore continuo a guardare la partita, ma con un sentimento nuovo. Non sono più contenta delle belle giocate, ma mi aspetto assist di fuoco, palle che bucano la porta, insomma mi sono annoiata di stare seduta sul mio divano e voglio saltellare, urlare, ballare, batteri i cinque a tutti e inscenare un piccolo passo di samba, per non sembrare idiota, in quel momento mi rendo conto che tali rituali, posso realizzarli solo in caso di goal dell’Italia. Ma il pallone in porta paraguayana sembra non arrivarci mai, fin quando…… non si gonfia la rete italiana! Ma com’è successo? Comunque mi alzo lo stesso e invece di un petit passo di samba, lancio le braccia al cielo, in segno di disperata e onesta insoddisfazione. Ma almeno mi sgranchisco un po’. Nella pausa del primo tempo comincio a invocare i cambi:fuori Gilardino, facciamo entrare, Di Natale, Quagliarella, Maggio, Pazzini, Bergomi si stacchi le cuffie da cronista e si butti nella mischia, insomma mettiamo dentro chiunque graviti in zona. Ma quando vedo che entra Marchetti capisco che abbiamo già sprecato un cambio: il portiere. Vabbè, la partita continua con l’Italia che tiene in mano le redini del match, ma non segna, Camoranesi che sbaglia un po’ tutto, tanto che credo che gli azzurri dovrebbero marcare a uomo il loro compagno di squadra. Tuttavia alla fine gran fortunato goal di De Rossi e posso finalmente lanciarmi in un ballo carioca. Espressi i miei sentimenti più forti posso passare a un’analisi più tecnica.
Merita il mio primo posto, per averci portato al goal: Daniele De Rossi. La scelta del mio uomo partita si basa su alcuni elementi, cosa importante il goal, un secondo tempo quasi perfetto, era su tutte le palle, e last but non least la sua incredibile Barba. Quando l’ho visto, neanche mi sembrava De Rossi, la sua faccina da ragazzo de borgata si era trasformata immediatamente in un uomo dedito alla falegnameria nella pianura bavarese. Sono convinta che tutti gli spettatori quando l’hanno visto avranno pensato: “ Daniè tagliati la barba”. In effetti, quel gomitolo di peli non si addice molto al look del giocatore, ma gli conferiva comunque una certa aria da saggio della savana, e inoltre nel momento dell’esultanza, la barba dava quel pizzico di sensazione di barbaro che riesce a distruggere un muro di scudo in una battaglia medioevale. Quindi bravo a De Rossi, ma un consiglio sul look: barba un po’ più corta! L’altro uomo che mi ha lasciata perplessa è stato Camoranesi, quando è entrato, ho detto: uomo di tecnica ed esperienza, sempre meglio di Marchisio, costretto a giocare in un ruolo non suo, Camoranesi, darà una mano in più, poi dopo il secondo passaggio sbagliato, mi è tornato in mente che gioca nella Juventus, e quest’anno non mi sono sembrati i giocatori più affidabili da convocare, ma forse Lippi in rispetto all’Africa ha trovato idoneo convocare giocatori che hanno nell’iconografia del loro club di appartenenza simboli del continente nero, in questo caso la zebra! Questa è l’unica spiegazione, non ne vedo molte altre. Altro elemento da tenere in considerazione è la mancanza di tiri in porta! Certo alcuni, ma di pericolosi non ne ho visti, se ne sono accorti anche i paraguayani. Ultimo fattore da considerare, e assolutamente da non sottovalutare è il cosiddetto bosone di Higgs, la particella primordiale che da sostanza a tutte le azioni, la mano de Dios, il fattore C, comunque vogliate chiamarla: La fortuna! Indiscusso giocatore in più da sempre nell’Italia di Lippi. Mi è sembrata gravitare più tra i sudamericani, che con una sola occasione segnano! Ma si sa la fortuna gira e girando speriamo si fermi…. Sui piedi di Camoranesi.
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