NAPOLI – Una partita su cui neanche il più incallito degli scommettitori punterebbe un centesimo. Pianura-Carpi il giorno primo è una sfida già scritta, con un risultato inutile ai fini del passaggio del turno. Difficile recuperare un 5 a 0, dovresti giocare una partita al massimo, un match perfetto. Dare tutto e sperare di non subire quel gol che vanificherebbe tutto. Vincere al “Simpatia” 5 a 0 per arrivare solo ai supplementari, compiere l’impresa, segnare sei gol per andare direttamente in finale. Difficile è difficile, ma qual è l’alternativa? Giochicchiare per novanta minuti? No. Ne va dell’onore degli stessi calciatori, chiunque scenderà in campo domani dovrà giocare prima di tutto per il suo onore. Perché il Pianura sono loro, i vari Manzo, Del Sorbo, Allocca, Despucches, Mattera, Letizia, Manzi, Ianniello, Carbonaro, Ausiello e Galdean solo per citare alcuni. Sono loro ad andare in campo, sono loro ad indossare la maglia biancoazzurra ed è prima di tutto il loro onore che è stato macchiato in quel di Carpi. Né l’allenatore, né la società possono essere più importanti che loro stessi, ognuno con la propria carriera e tutti insieme per entrare nella storia del calcio. Perché annate come questa ed imprese, come quella auspicabile domani, si consegnano alla storia e resteranno negli anni. Volere è potere, con determinazione, grinta e volontà nulla è precluso. Già all’andata si è visto come singolarmente ogni calciatore del Pianura fosse superiore al diretto avversario romagnolo. Quello che ha premiato il Carpi all’andata è stato il fattore squadra, nessuno di loro ha giocato per compiacere se stesso ma in funzione del compagno e questo, al netto di errori comunque evidenti, che ha fatto la differenza. Come se non bastasse un altro dato è indicativo: quest’anno il Carpi ha perso tre volte e tutte e tre le volte ha giocato su campi in erba sintetica, fattore che psicologicamente può risultare importante soprattutto se il Pianura fosse capace di un avvio deciso ed agonisticamente cattivo. Tentar non nuoce… allora perché non crederci? Perché non uscire dal campo stremati ma soddisfatti per aver provato ad inseguire un sogno? Non pensiamo al domani, al futuro, a soddisfazioni che verranno perché non c’è certezza in quel che verrà. Il futuro è domani, un campo di calcio, undici uomini ed un sogno che li unisce. Credici Pianura.
© 2010, CalcioNapoletano.it. RIPRODUZIONE RISERVATA
Categorie: serie d
Tag: Carpi, pianura, semifinale play off, serie d