mercoledì, 23 maggio 2012
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Il Pocho Esposito saluta l’Internapoli: «Il mio non è un addio»

NAPOLI – Gli addii fanno parte del calcio, ma quando a salutare è un elemento cardine di una squadra, il tutto diventa più difficile. Esposito – Internapoli, l’avventura termina qui. Dopo due anni con la casacca dei camaldolesi, l’attaccante napoletano sceglie di percorrere altre vie, dicendo addio alla società biancoceleste. Dribbling, velocità, rapidità di esecuzione, capacità di attirare su di sé le difese avversarie. Questo e tanto altro ancora è Rosario Esposito. Una perdita di non poco conto per l’Internapoli, un grande acquisto per la Canon Service, formazione militante nel campionato Intersociale. Una scelta di vita quella operata da Esposito che, in esclusiva a Calcionapoletano, illustra i motivi della separazione dall’Eccellenza, a cui promette di dire arrivederci e non addio. «Quando ho saputo del forte interesse nei miei confronti da parte della Canon Service, mi sono sentito lusingato – ammette l’ex attaccante biancoceleste. La volontà di accettare la nuova sfida, cimentandomi nel torneo intersociale, è stata determinante nella mia scelta. Inoltre, ho ricevuto una proposta economica fortemente allettante, a cui non potevo dire no. Nella vita bisogna fare i conti anche con le esigenze personali, e l’accordo con la società dell’Avvocato Castiglione consente una maggiore stabilità economica a me ed alla mia famiglia.» La conclusione dell’esperienza all’Internapoli non è solo una perdita tecnica per mister Sorrentino, ma anche per tutto il movimento dilettantistico campano, che si vede privato di uno dei protagonisti dotati di maggior spessore tecnico. «Il mio non è un addio definitivo al calcio di Eccellenza, ma solo un arrivederci. Sicuramente il torneo Intersociale, negli ultimi anni, si è evoluto a livello tecnico, ma io in futuro conto ancora di mettermi in gioco a livello interregionale. Un ritorno all’Internapoli? Nel calcio non si può mai dire, ma per ora non penso ad altro che a mettermi a disposizione della mia nuova squadra. Voglio diventare uno dei giocatori più importanti della Canon Service, ripagando così la fiducia accordatami dalla dirigenza; ho tanta voglia di cimentarmi in un calcio nuovo, non vedo l’ora di incominciare a lavorare con i miei nuovi compagni per il bene della squadra.» Valigie pronte, armadietto svuotato, Esposito non tralascia di salutare la sua ex squadra né di tracciare un bilancio della sua avventura in biancoceleste. «Si chiude un miniciclo della durata di due anni in cui, nel bene e nel male, ho vissuto emozioni fortissime. Il primo anno è stato davvero difficile, siamo riusciti a salvarci solo all’ultima giornata; nel corso della seconda stagione, invece, le cose sono andate in maniera diametralmente opposta, tanto che all’ultima partita abbiamo rischiato il salto in quarta serie. Sensazioni simili sono indimenticabili; inoltre, nello scorso campionato, lo spogliatoio era molto unito, avevamo costituito un gruppo eccezionale. Ho lasciato tanti amici, con i quali ho costruito un rapporto umano anche fuori dal campo. Un ringraziamento particolare sento di rivolgerlo a mister Sorrentino. Nonostante alcune volte mi abbia fatto accomodare in panchina, ha sempre avuto grande fiducia nei miei confronti. Ha saputo esaltare le mie caratteristiche tecniche, e ciò mi ha agevolato nel mettermi in mostra agli occhi degli altri club. Devo ringraziare  lui se oggi posso avere l’opportunità di mostrare il mio valore anche altrove. Voglio esprimere profonda gratitudine anche nei confronti del presidente Di Marino, una persona squisita, che mi ha sempre posto nella situazione migliore per lavorare con grande serenità e che non mi ha ostacolato allorchè gli ho espresso la mia intenzione di lasciare il Kennedy.»

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Categorie: eccellenza

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