Mi è venuto in mente Boskov : “Rigore è quando arbitro fischia”.
Una vera perla da parte di quel sagace, intelligente e furbo allenatore. Era gol o no, quello di Cavani? E’ gol, quando l’arbitro fischia. Quindi accantoniamo tutto così, senza troppi bla bla bla da moviola. Certo la Fiorentina non era l’Eflsborg, quindi già sapevamo che non era tutta in discesa la partita, ma a dirla tutta l’ho trovata fin troppo in forma, rispetto al campionato scorso.
Cosa è mancato al Napoli? A me sembra che il Napoli difetti sempre nella stessa cosa: concretezza! Un po’ come gli uomini, troppe chiacchiere e pochi fatti, bisognerà cambiarli. Entrambi.
Il Napoli deve farsi coraggio. Come? Semplice, deve capire un concetto elementare e facile da memorizzare: il pareggio non è un risultato da sperare, e perdere non sempre è una cosa spiacevole. Veniamo alla spiegazione, allora, io, credo che ad una squadra come il Napoli, il pareggio non serve a niente. Un punticino, piccolo, misero che ti fa galleggiare senza affondare non, è davvero da auspicare, mai. Certo in una partita “o si perde o si vince o si pareggia” diceva sempre Boskov, ma in campo di certo non devi scendere per pareggiare o perdere. Poi se la palla entra dentro più volte di quanto ce la mandi l’avversario, tu vinci. Ma è fondamentale – primo postulato al concetto prima elencato- che per mandare la palla più volte dentro devi tirare a porta e quando dico porta, intendo quello specchio di rete circondato da pali e traversa, non sopra, non di lato ma nello specchio! E questo non si discute. Certo centrare la porta non è sempre facile, con tutti quelli con la maglia di colore diverso dal tuo che non fanno altro che ostacolarti con anticipi sgambetti e quant’altro. Per ovviare al problema che l’avversario non ti facilita i tiri in porta, c’è bisogno di un uomo d’aria di rigore, uno di quelli che ha capito che la porta è circoscritta dai pali e che ha memorizzato la posizione e la vede anche ad occhi chiusi. Ora un giocatore del genere è in possesso del Napoli? Io non lo so. Cavani in due partite non ha fatto male, ma sulla carta non mi sembra abbia le caratteristiche da uomo d’aria di rigore. Di Lucarelli, ancora non lo possiamo dire. Ma invito tutta la società, cinepresidente incluso a porsi e a rispondere a questa domanda, se la risposta è no, allora De Laurentis e soci, devono sapere che gli manca qualcosa e devono darsi da fare per provvedere.
Ora, ritornando alla partita, il Napoli doveva sapere che quel gol mezzo dentro, mezzo fuori, mezzo in forse, non era la chiave con cui blindare la partita. I viola erano ovunque, e pressavano e attaccavano, e ad un attacco non si risponde con una chiusura in difesa ma con l’attacco. Consiglio vivamente a tutta la squadra di leggere l’arte della guerra!
Ciance a parte qualche occasione da gol l’abbiamo avuta, per vincere la partita, ma d’altro canto anche la Fiorentina, così quando è finita 1-1 tutti hanno affermato che era il risultato migliore. Ma io anche se non mi sono sempre chiari gli schemi tattici, consapevole che è la prima di campionato, che le squadre o non sono ancora in forma, o sono in forma ma stanche per gli impegni europei, continuo a ripetere che di un pareggio non ci si deve mai accontentare ne andarlo a cercare vuoi che giochi a Firenze a Brescia o Milano. In una famosa partita Inter –Napoli, Boskov, perse 4 a 0. A chi gli chiedeva un commento, rispose: “Meglio perdere 4 a 0 che 5 a 0”. Mai esegesi è stata più sagace e veritiera.
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