Alla vigilia si parlava di queste come delle finali più imprevedibili degli ultimi anni, ed effettivamente al termine di gara 3 la sceneggiatura sembra ben lontana dall’essere scritta. Il punto del 2-1 se lo portano a casa gli Heat di Lebron James, al termine di una vera e propria battaglia. Vince l’orgoglio di Miami, che soprattutto grazie ad una grande difesa è riuscita a ribaltare la serie, rispondendo con grinta e carattere alla vittoria iniziale di Oklahoma City alla Chesapeake Arena in gara 1. Per la terza partita della serie, l’azione si sposta a Miami, e il copione cambia decisamente faccia. Sono i padroni di casa, infatti, a dettare i ritmi di gioco, con i Thunder che si affidano alla solidità dei propri lunghi per dominare la partita sotto i canestri. Dopo l’inizio deciso di Miami (10-4 dopo 5′ di gioco), gli ospiti iniziano a carburare facendo affidamento sul solito Kevin Durant. La difesa di Miami, però, è superlativa e in attacco si è alla costante ricerca del tiro a maggior percentuale. All’intervallo, gli Heat sono avanti di 4 (47-43). Al ritorno dagli spogliatoi, però, i Thunder cambiano faccia e la partita cambia del tutto. La difesa di Sefolosha su Lebron inizia a dare i suoi risultati, e dalle mani di Durant continuano ad uscire meravigliose piume che finiscono nella retina. Con il gioco da quattro punti messo a segno da Fisher, i Thunder arrivano sul + 10, massimo vantaggio dall’inizio della partita (64-54). Oklahoma, però, tira fuori tutta la sua inesperienza e permette a Miami di ritornare subito in corsa commettendo a sua volta per due volte di fila fallo su tiro da tre punti, e concedendo sei tiri liberi in pochi secondi agli avversari. A fine terzo quarto ci pensa Dwayne Wade a cambiare marcia, ed il punteggio ride ancora agli Heat, avanti 69-67. La partita si mantiene in equilibrio anche negli ultimi minuti di gioco. Decisiva ai fini del risultato la maggiore precisione ai tiri liberi e, soprattutto, la maggiore esperienza di Wade e compagni in partite di questo tipo. Ancora troppo ingenui i Thunder, ma con un potenziale incredibile su cui poter contare. Gara 4 può dire tanto sul futuro della serie.
Marco D’Arienzo – 18/06/2012.
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